CULTIVAR TAGGIASCA NEL PONENTE LIGURE

CULTIVAR TAGGIASCA UNA PIANTA MERAVIGLIOSA

Cultivar Taggiasca : nel periodo buio dell’alto medioevo (dal V secolo al X circa) la coltivazione dell’ulivo, che nei secoli precedenti si era espansa in tutta l’area del Mediterraneo con grande successo, fu in Italia un po’ abbandonata a causa di un lungo periodo di instabilità ed incertezza caratterizzato da guerre e carestie.

Un caso a se stante è rappresentato dalla cultivar Taggiasca nel ponente ligure e di tutto l’areale ligure dove la coltivazione della pianta dell’ulivo non parrebbe aver conosciuto battute d’arresto.

In Liguria l’ulivo sembra possa essere stato introdotto dalla colonia Fenicia di Marsiglia forse prima della nascita di Cristo, si ha notizia delle coltivazioni fin dal 100 d.C. in Varrone ( 116-27 a.C.).

Nel corso dell’alto medioevo andando in controtendenza al resto dell’Italia, proprio grazie alle favorevoli condizioni microclimatiche che caratterizzano tutto il golfo del mare Ligustico.

Le coltivazioni continuarono lentamente ad espandersi. A contraltare alle favorevoli condizioni climatiche tuttavia la natura non ha dimenticato di porre non poche difficoltà all’attività ed all’ingegno umano.

LA CULTIVAR TAGGIASCA E L’ORDINE BENEDETTINO

Furono i frati dell’ordine Benedettino ad incrementare la coltivazione della pianta di ulivo in particolare della Cultivar Taggiasca che sembra aver preso il nome proprio dal paese di Taggia in cui i Benedettini avevano un Convento già nel VII secolo che fu raso al suolo dall’invasione dei Mori nel 841.

Il territorio non fu dimenticato dall’ordine che a metà del 1200 tornò nella valle di Taggia ottenendo l’assegnazione delle terre della Valle di Taggia dalla Chiesa di Genova cosa dimostrata dalla Bolla di Papa Innocenzo IV, data a Lione nel 1246.

BELLEZZA DEL TERRITORIO E DIFFICOLTA’ PER LA COLTIVAZIONE DELLA TAGGIASCA

La bellezza aspra e ruvida del territorio Ligure, rappresentato da particolarissime ed uniche caratteristiche morfologiche ed orografiche, hanno reso unico al mondo per fascino questo territorio, al contempo lo hanno reso quasi impraticabile all’agricoltura se non fosse stato per l’impegno e la dedizione con cui l’uomo nel corso dei secoli ha plasmato il territorio rendendolo utile alla coltivazione dell’olivo conferendogli ancora maggior fascino e bellezza.

I terreni sono particolarmente scoscesi e pendenti ( evidenziamo che circa il 70% delle superfici coltivate e terrazzate insistono su terreni con pendenze comprese tra il 20% e 50% ma possono, e sovente accade, arrivare fino a pendenze estreme del 50% -75%).

cultivar Taggiasca terrazzamenti nella zona di Moltedo (IM)

Cultivar Taggiasca terrazzamenti con muri a secco “maxei”nella zona di Moltedo (IM)

Qui l’opera immensa dell’uomo si è svolta nell’arco dei secoli, con grande intelligenza e fatica sono stati creati i terrazzamenti sostenuti dai tipici muri a secco “maxèi” che oggi caratterizzano in modo peculiare il paesaggio della Regione da est a ovest.

La loro vastità è tale da caratterizzarne appunto il territorio, per dare un’ idea a chi non avesse avuto l’occasione di visitare la nostra Regione, in media per ogni ettaro di superficie coltivata e terrazzata possono essere presenti fino a 5.000 mq di muretti a secco.

Le coltivazioni di Taggiasca grazie al clima mite ed al duro e impegnativo lavoro dell’uomo , che ha rosicchiato ogni metro possibile alle ardite colline liguri, si spingono in alcuni Comuni fino ad un altitudine di 650/700 metri sul livello del mare.

LA CULTIVAR TAGGIASCA

Le cultivar presenti nella regione sono varie: Taggiasca, Razzola, Pignola, Colombaia, Mortina, Lavagnina oltre a varie altre minori,  ma il germoplasma sembra essere sostanzialmente unico e particolare nel panorama nazionale.

Cultivar Taggiasca sui muri a secco a Vasia (IM)

Cultivar Taggiasca coltivazione sui terrazzamenti con muri a secco a Vasia (IM)

Una particolare importanza per quantità (copre circa il 50% della produzione ligure ) e per fama la riveste l’oliva o Cultivar Taggiasca che dalla zona della valle Arroscia che sfocia nella piana di Albenga fino al confine con la Francia a XX Miglia è pressochè l’unica Cultivar presente .

E’ proprio per questo che l’olio ottenuto dalle olive di questo areale è di norma denominato Monocultivar Taggiasca , basti pensare che oltre il 95% delle piante in questa vasta zona sono di Cultivar Taggiasca.

Ciò è stato reso possibile probabilmente per il fatto che la Taggiasca non è una pianta autosterile ma è autoimpollinante ossia è dotata di fiori ermafroditi la qual cosa non ha spinto l’uomo a piantare altri tipi di cultivar per incrementarne la produzione.

L’OLIO EXTRAVERGINE DA CULTIVAR TAGGIASCA

monocultivar taggiasca

Olio Extravergine Sincerus monocultivar Taggiasca

Anche l’olio che si ottiene dalla spremitura delle olive di Cultivar Taggiasca sembra portare con se quelle speciali caratteristiche di unicità e particolarità sia del territorio  Ligure che della pianta di Taggiasca.

L’oro giallo verde che si ottiene dalla molitura delle olive taggiasche ha fatto si che una piccola regione come la Liguria sia oggi pressocchè conosciuta ovunque nel mondo anche grazie all’olio extravergine di Taggiasca.

Un prodotto di particolare pregio e raffinatezza in cui i chiari sentori di oliva matura sono sovente affiancati da delicati flavor di carciofo ed erba ( ricordiamo che di norma l’olio extravergine da monocultivar Taggiasca è classificabile all’assaggio professionale come un olio dal fruttato leggero), specie quando le olive da cui è ottenuto l’olio sono state coltivate in zone di alta collina  e raccolte per una frangitura in epoca precoce.

Il gusto in bocca è pieno, dolce e rotondo ; la cosiddetta corposità di pasta dell’olio così piacevole e piena è dovuta in buona misura all’alto tenore di acido oleico tipico degli oli da Cultivar Taggiasca ( che può arrivare in annate particolarmente di buona qualità anche oltre il valore standard e tipico del 75% ).

Il finale è tipicamente dolce e mandorlato con anche chiare  note di pinolo in molti casi.

Della duplice attitudine delle taggiasche che sono le olive adatte a  produrre indifferentemente olio extravergine o olive da mensa parleremo un uno dei prossimi post.

Dott. Aldo Mazzini – Assaggiatore Professionista ONAOO

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